Un'Ottava pel Nano!
Oggi la notizia che il re dei nani
da Veronica poi sarà lasciato
spero 'un lo voglian più neanche i cani
e che da' su' ministri sia bocciato
e che gli mettano nel muso le mani
gli si disperda tutto il su' casato
che gli spiani le ville un terremoto
e che all'Europee 'un pigli neanche un voto!
legge 133 - Che libidine!!!!
ricevo via email e pubblico. Copiate, incollate e inoltrate, per favore!
ciao e scusa se ti disturbo,
vorrei farti qualche semplice domanda:
ritieni che l'università debba essere un bene pubblico?
ritieni necessaria una politica per il diritto allo studio?
puoi permetterti 10.000€ di tasse ogni anno?
vediamo cosa cambia con la legge 133/08 e perchè il mondo accademico sta iniziando a muoversi:
la 133/08 approvata il 6 agosto è la conversione del decreto 112 ed ha avuto un iter parlamentare molto veloce, nonostante il caldo dell'estate! questa legge prevede tagli in tutti i settori di cui si occupa, in particolar modo per l'università prevede:
- riduzione dell'FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario), i soldi che il ministero da all'università e con cui si pagano gli stipendi
- blocco del turn over al 20%: in pratica ogni 5 pensionamenti l'università potrà effettuare una sola assunzione
- possibilità per le università di diventare fondazioni private
la riduzione dei finanziamenti per le università (che di per sè già hanno i bilanci in bilico) costringeranno gli atenei ad aumentare le tasse agli studenti. i Senati Accademici di molte università italiane prevedono entro i prossimi cinque anni di dover TRIPLICARE le tasse universitarie, non riuscendo altrimenti nemmeno a coprire gli stipendi del personale. le università statali, però, hanno un tetto limite sulle tasse da imporre: il massimo imponibile, già raggiunto in molte università, è del 20% del'FFO. per questo le università saranno costrette a chiudere i battenti o la diventare fondazioni private: in quest'ultimo caso sarà come vendere l'università al miglior offerente.
i privati che l'acquisteranno decideranno come amministrare l'università e diventeranno proprietari di tutti i beni materiali e immobili
dell'università: i privati stabiliranno anche le tasse universitarie, senza però alcun vincolo sull'imposizione fiscale. il che vorrà dire tasse universitarie aumentate liberamente, e che i privati potranno vendere i beni dell'università in un ottica di profitto che non tiene conto del miglioramento del servizio universitario.
la struttura didattica dell'università sarà totalmente stravolta. il blocco del turn over porterà in pochi anni alla chiusura di numerosi
corsi di laurea per l'evidente impossibilità da parte dell'univeristà di sostituire docenti e personale andato in pensionamento: già ora una buona fetta della didattica è coperta da ricercatori, il quale contratto non prevede l'insegnamento. in poche parole lo fanno gratis.
il blocco inoltre toglie ogni speranza a ricercatori e dottorandi e a tutti coloro che sognano un futuro lavoro nelle università semplicemente perchè non verranno mai assunti! potranno però essere precari a vita!
altro elemento non trascurabile, nel momento in cui l'università diventi fondazione, è che verranno naturalmente privilegiati determinati
corsi di laurea che portino benefici ai nuovi proprietari dell'università. verosimilmente corsi di laurea considerati inutili per gli interessi delle aziende e società che avranno acquistato l'università verranno rapidamente chiusi per dirottare personale e fondi a corsi considerati più produttivi.
ma non tutte le università avranno la 'fortuna' di diventare fondazioni e quindi sopravvivere. le fondazioni nasceranno solo in quei territori dove c'è una forte presenza di aziende e industrie pronte ad investire. le università lontane da queste zone come la maggioranza delle università del sud rischiano l'immediata chiusura.
questo riguarda:
- gli studenti universitari che rischiano di non poter terminare i propri studi a causa dell'esorbitante aumento delle tasse
- gli studenti delle superiori che rischiano di non poter accedere, di fatto, all'università pubblica
- i cittadini delle città universitarie che perderanno economicamente dal declino dell'università
- l'italia intera perchè il panorama che si prospetta è quello di avere poche università private di qualità con rette altissime (situate prevalentemente nel centro-nord dell'Italia) e altrettante poche università statali di serie b con rette nonostante tutto a livelli più alte di quelle attuali.
questo scenario non avverrà fra anni, se non si ferma subito questa legge accadrà tutto tra meno di un anno (basta il voto favorevole del senato accademico) coinvolgendo tutti. non sarà più garantita un istruzione superiore difusa ma potranno giovarne solo piccolissime percentuali degli italiani. non è solo un impoverimento culturale quello a cui andiamo incontro ma è soprattutto una confitta dei diritti di ogni cittadino.
una volta avviato il processo di privatizzazione dell'università un eventuale ritorno al sistema statale richiederà anni e sarà tanto difficile quanto costoso per lo stato e quindi per tutti noi.
è importante in primo luogo informarsi ed informare, portare il problema all'attenzione di tutti, nonostante il silenzio dei media,
per far sì che siano tutti consapevoli di cosa ci aspetta in futuro.
vi lascio alcuni collegamenti:
per consultare il testo integrale della legge: http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm
per aderire all'appello degli atenei: http://www.petitiononline.com/ricerca1/petition.html
per altre informazioni: http://salvarelaricerca.blogspot.com/
per ricevere informazioni sulle attività svolte a pisa: http://sinistraper.org/newsletter/user/subscribe.php (la news letter di sinistra per...)
spero inoltrerai questa mail a quante più persone possibile, con l'obiettivo di diffonodere la notizia e mobilitarci contro questa vergogna!
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Salviamo una voce libera, SALVIAMO "IL MANIFESTO"!
http://abbonarsionline.ilmanifesto.it/abbonarsionline/sottoscrizioni.jsp
IL MANIFESTO del 21 Settembre 2008
EDITORIA
Come uccidono la nostra libertà
Dopo la cancellazione per legge del «diritto soggettivo» e i tagli della Finanziaria, il governo vara un regolamento per ciò che resta dei finanziamenti pubblici all'editoria non profit. Norme aleatorie e vincolate alla «variabilità» dei bilanci. La stampa libera perde cittadinanza e diventa suddita
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Giancarlo Aresta
Mercoledì 17 settembre è stato presentata alle associazioni degli editori, ai sindacati e alle organizzazioni del settore una bozza del Regolamento, che - sulla base dell'art. 44 del Decreto Tremonti - definisce i nuovi criteri di erogazione dei contributi sia diretti che indiretti all'editoria. Erano presenti il sottosegretario con delega all'Editoria Bonaiuti, il ministro della Semplificazione Calderoli e il professor Masi, segretario generale alla presidenza del Consiglio e capo del dipartimento Editoria. Ne scriviamo solo oggi, perché c'è voluto un po' di tempo per riprenderci dal trauma di quell'incontro. Il settore è in una crisi profonda, che ha toccato oggi - dopo anni di utili assai alti - anche i grandi gruppi, colpiti dalla liquefazione delle vendite degli «allegati» (enciclopedie, libri e quant'altro), che per oltre 5 anni hanno rappresentato la droga dei loro bilanci, anche quando le vendite delle proprie testate scendevano. Ma di questo malessere nell'incontro non si vedeva traccia. Mentre era assai forte la tendenza a mettersi al servizio del nuovo «principe». Ma veniamo al merito. Per quanto riguarda i contributi diretti, il nuovo Regolamento cambia profondamente le vecchie norme legislative, ma va collocato all'interno della nuova norma, prevista dall'articolo 44 del Decreto Tremonti. In sintesi, non stabilisce i contributi, che i giornali cooperativi, non profit e di partito avranno, ma quanto gli spetterebbe se ci fossero i soldi (che fino a oggi non ci sono, o in ogni caso non bastano). Ed interviene anche sui criteri di erogazione degli indiretti. Rappresenta, insomma, il profilo virtuale del riparto delle risorse nel settore.
Meno diritti
Sui criteri di attribuzione dei contributi diretti, c'è un'operazione di semplificazione fortissima. Le testate ammesse riceveranno 2 milioni, purché non superino il 50% dei costi di testata, più 0,90 centesimi a copia, fino a 25 milioni di copie diffuse nell'anno (entro il limite massimo del 60% dei costi). Si tratta di una leggera tosatura (dal 4 al 7%) per la maggioranza dei quotidiani, mentre ha un esito molto diseguale, in specifici casi veramente pesante, sui periodici. Il limite dei 25 milioni di copie bastona tre testate, le più grandi, l'Unità, l'Avvenire e Libero (con quest'ultima, che lascerebbe sul campo oltre il 40% degli aiuti di Stato, che peraltro riceve a forza di espedienti). I giornali di partito vengono equiparati ai non profit (e questa è una cosa positiva), e perdono mediamente attorno al 15% Viene accolta una rivendicazione da tanto tempo avanzata da Mediacoop, che riteneva indecente che venisse permesso agli ex giornali di movimento politico (quelli ammessi negli scorsi decenni ai contributi in rappresentanza di fantomatici movimenti creati da un deputato e un senatore, norma poi cancellata) di continuare a percepire i contributi, se trasformati in cooperative, anche se non di lavoro. Domani anche questi dovranno avere almeno la metà dei giornalisti tra i loro soci, almeno la metà dei loro soci dipendenti, e fare entrare in cooperativa tutti i giornalisti dipendenti che ne facciano richiesta. Un fatto, che coinvolge, ad esempio, Il Foglio e Il Riformista , ma a cui sfugge Libero, che si è sottratto a questo rischio trasformandosi in quotidiano controllato da una Fondazione l'ultimo giorno in cui questo era possibile (da tre anni le Fondazioni non sono più ammesse ai finanziamenti, se non le preesistenti). Si passa, per attribuire le risorse, dal concetto di «tiratura» a quello di «distribuzione»: verranno cioè conteggiate non tutte le copie stampate, ma solo quelle diffuse nel circuito delle edicole o in quello della sperimentazione (supermercati, bar e altri negozi) o vendute in abbonamento. E anche questa dovrebbe essere un'indicazione positiva. E non si tiene conto, al fine dei contributi, delle copie vendute in blocco, che rappresentavano uno scandalo, perché permettevano ad alcuni editori di far risultare più alta la diffusione, con vendite di comodo a prezzi irrisori. Ma nello stesso tempo si abbassa di molto il parametro tra distribuzione e vendita (dal 25% al 15% per i giornali nazionali e dal 40% al 30% per i locali), che era e resta un requisito di accesso ai contributi, permettendo a molti 'amichetti' di rifarsi per le perdite subite: soprattutto ai giornali che stampano 4 o 6 pagine. Si fissano parametri di occupazione (altra richiesta «storica» di Mediacoop), ma sinceramente ridicoli per i quotidiani (almeno 5 dipendenti giornalisti o poligrafici, per chi dovrebbe ricevere 2 milioni di contributo). Mentre sono più rigorosi per i periodici, le radio e le agenzie.
Più pubblicità
Dulcis in fundo Si abolisce, in modo apparentemente incomprensibile, il tetto del 30% di entrate pubblicitarie sui costi. Ma se questa legge era nata per sostenere quelle testate, che avevano un carattere autogestionario e non profit, ma soprattutto erano discriminate sul mercato pubblicitario, che rappresenta circa le metà delle entrate di tutti gli altri editori? Si tratta di una spinta agli editori finanziati ad «andare sul mercato»? Non diciamo sciocchezze. È il mercato che discrimina i giornali politici e di idee, per quanti sforzi facciano e malgrado l'influenza seria che queste testate hanno sui loro lettori (dal manifesto all' Avvenire , dall' Unità a Liberazione o Il Secolo ). Pur avendo una grande forza di attrazione su di essi, non arrivano a toccare il 15%. Semmai può essere una valvola di sfogo per Libero , che recentemente ha visto crescere in modo esponenziale le entrate pubblicitarie (dai 4,788 milioni del 2006 agli 8,294 del 2007, pur in presenza di un leggero calo di vendite: da 28,099 milioni a 28,013), e che con un 'aiutino' potrebbe recuperare di qui ciò che perde per altra via. Sui contributi postali, c'è un'innovazione seria, che può produrre un risparmio significativo. Lo Stato si ripromette di smetterla di fare la parte del cretino, che - trattando a nome del più grosso cliente italiano: tutti gli editori di giornali e periodici, le forze politiche, le associazioni, il volontariato - concorda con le poste la tariffa piena, rispetto alla quale sostiene gli editori, pagandone il 60%. Chiede che le Poste italiane, che da società per azioni quale sono negoziano da 10 anni le tariffe con i loro maggiori utenti, diano all'editoria il trattamento della migliore convenzione fatta con i privati. Così la spesa si può ridurre almeno del 40%. Il governo interverrebbe, alleggerendo gli editori del 50% dei costi, «nei limiti dello stanziamento disponibile». Insomma, anche i contributi indiretti perderebbero la qualità di diritto soggettivo, ma questo solo tra un anno.
Soluzione pessima
La nostra campagna sulla montagna di soldi percepiti dagli editori quotati in borsa sembrerebbe aver lasciato il segno nel comma 2 dell'art. 22 del Regolamento. Ma la soluzione fa un po' rabbrividire. Lì si stabilisce che il ministro dell'Economia e delle Finanze «definisce annualmente le tariffe agevolate delle imprese editoriali quotate in Borsa, tenendo almeno conto delle variazioni dell'indice dei prezzi al consumo». Insomma, il governo tratta con i più grandi editori italiani le sue elargizioni annuali (ma questi ultimi hanno già una garanzia di incremento, seppur quello misero «delle famiglie degli operai e degli impiegati rilevato dall'Istat»), così come annualmente decide quanto dare ai non profit e ai giornali politici e - volendo - con che criteri darlo. Complimenti! Stiamo tornando, senza darlo a vedere, al Minculprop? L'insieme di questi criteri definiscono soltanto un diritto virtuale. Possono, in parte, introdurre un cambiamento utile. Ma sono, lasciatecelo dire schiettamente, l'abito con cui il condannato a morte viene accompagnato al patibolo, se non si ricostruiranno certezze - come è necessario e urgente fare - e non si doterà il Fondo editoria delle risorse necessarie.
Perchè sono incazzato nero?
Sono ormai parecchie le persone che mi domandano perchè sono incazzato nero.
Vi scrivo l'ultima risposta che ho dato all'ultima persona che me lo ha domandato, sperando di essere stato abbastanza esplicativo:
Vuoi sapere perchè sono incazzato nero?
Non è difficile... ...lo vedi in che mondo si vive? In un mondo che valuta di più una persona furba che una onesta, uno bello/a invece di uno che ha voglia di lavorare, i delinquenti che fanno politica(basta che promettano mari e monti, anche se poi ci vanno nelcxxx), le ragazze che come mestiere vogliono fare le veline, i morti ammazzati sul lavoro, la crisi che sta sconvolgendo il mondo, le guerre dappertutto...
Ti bastano come motivi o devo aggiungere anche la scuola che fa schifo, in compenso si mandano a casa 87.000 insegnanti, la sanità che fa acqua da tutte le parti, ma anche lì si prevede di licenziare 5.000 infermieri, quando ne servirebbero 10 volte tanti per fare un buon lavoro? Oppure la questione immigrazione, dove per curare i ns anziani abbiamo bisogno di badanti, ma se vengono senza permesso le consideriamo clandestine e le buttiamo fuori? Oppure abbiamo bisogno di chi ci raccatta i pomodori, fa la vendemmia dei ns vini + pregiati, costruisce e ristruttura le ns case, ma non gli si vuole dare nè un visto e men che mai una casa o una prospettiva di certezza?
Quando sento berlusconi...
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Ammazzateci tutti!
"Lettera aperta a chi ci vuole bene"
Cari italiani, care italiane,
quando abbiamo deciso di fondare Ammazzateci Tutti, in quel lembo di terra meravigliosa e disgraziata che si chiama Calabria, abbiamo cercato di concentrare le poche, pochissime risorse disponibili e le tante, tantissime speranze, di tutta quella gente che non ce la faceva più a vivere “incellophanata” dall'omertà e, soprattutto, dalla paura.
Per essere davvero liberi non ci siamo mai voluti legare a nessun carrrozzone, né politico né imprenditoriale. Solo con il tempo abbiamo capito che è stata una scelta coraggiosa, una sfida più grande di noi, che ha certamente appesantito - non di poco - le già tante preoccupazioni che avevamo comunque messo in conto.
Pensate, invece, come sarebbe stato fin troppo conveniente e facile per noi sceglierci uno o più “Mecenate”, anche i meno peggiori e, nel portare silenziosamente acqua al loro mulino, ottenerne laute ricompense in termini economico-logistici (apertura sedi, pubbliche relazioni con gente che conta, produzione di gadget, pianificazione di campagne pubblicitarie, ecc..).
Ma abbiamo fatto la scelta di essere come gli straccioni di Valmy, abbiamo scelto di combattere contro mostri pieni di soldi e di potere, anche indicandoli con nome e cognome, a nostro rischio e pericolo, facendo ogni giorno la nostra parte anche se rimanevamo e rimaniamo sempre più ai margini dello studio, delle professioni, delle assunzioni, dei diritti di cittadini, mentre chi ha certamente meno titoli ma più amici nelle stanze del potere riesce a laurearsi, ottiene consulenze, incarichi, sponsorizzazioni. E il loro “esercito” diventa ogni giorno più potente ed incontrastabile, mentre il nostro fa i salti mortali per riuscire a sopravvivere e sostenere anche l'azione di magistrati ed uomini delle forze dell'ordine coraggiosi che si trovano finanche nella situazione di dove r pagare loro la benzina delle auto di servizio o i toner nelle fotocopiatrici di caserme, commissariati e Procure.
Adesso bisogna ragionare seriamente sul ruolo e l'incisività che Ammazzateci Tutti può rappresentare in Italia oggi e domani, se e quanto valga la pena continuare.
E lo facciamo iniziando a fare i cosiddetti “conti”: se in termini di consenso e sensibilizzazione il bilancio è in segno positivo ed in netta ascesa costante (partendo dalla Calabria oggi siamo in più di 8.000 ragazzi e ragazze in tutta Italia, dalla Lombardia, alla Sicilia, al Lazio, al Veneto, alla Puglia, al Piemonte, alla Campania), non possiamo dire altrettanto in termini di spese vive sostenute per mantenere aperta la baracca.
L'idea di portare sul web e nei territori le nostre rivendicazioni, la nostra voglia di gridare al mondo intero che l'Italia non è solo mafia, che non è ; colpa nostra se emergono sempre e solo i nostri peggiori concittadini, ci hanno portato a scommettere (e rischiare) sulla nostra stessa pelle il prezzo dell'impegno che ci siamo assunti tre anni fa di fronte a tutti gli italiani onesti.
E come se non bastassero le querele, le preoccupazioni, le intimidazioni implicite ed esplicite alle quali siamo ormai abituati, adesso ci troviamo nella situazione in cui - lo diciamo chiaramente - non possiamo più permetterci il “lusso” di continuare con le nostre attività sui territori e quelle telematiche.
Partiamo dal nostro sito internet, generosamente ospitato gratuitamente sin dalla nascita su un piccolo server di una azienda calabrese alla quale abbiamo procurato, con la nostra presenza, solo e soltanto danni e preoccupazioni.
Ci hanno defacciato il sito per decine di volte, siamo stati vittime di ben 5 attacchi informatici, dei quali due violentissimi (che hanno costretto l'azienda a buttare il server ed acquistarne uno nuovo) ed ora, proprio ieri, veniamo a sapere che, sempre a causa nostra, alcuni pirati informatici sono riusciti a violare nuovamente il server trasformandolo questa volta in uno “zombie” (così si definisce in gergo tecnico) atto a frodare migliaia di persone in tutto il mondo mediante phishing su conti bancari esteri. Per capire meglio la gravità della situazione basti pensare che siamo stati contattati direttamente dai responsabili della sicurezza informatica di due importanti istituti bancari in Australia ed il Belgio, i quali hanno anche tenuto ad informarci delle responsabilità penali di fronte alla legge nostre e dell'azienda che ci ospita.
Quantificare ora il danno economico e quello eventualmente penale, ci porta inevitabilmente a stabilire che la nostra esistenza dovrà essere indipendente da ogni preoccupazione futura e, quindi, essere disposti anche a trarne le estreme conseguenze: partendo dalla chiusura di Ammazzatecitutti.org e degli spazi di comunicazione ad esso collegati (forum, ecc..).
A questi conti che non tornano dobbiamo aggiungere diverse migliaia di euro di debiti contratti (anche personalmente) nell'organizzazione delle nostre iniziative (sostenute solo parzialmente dalle poche Istituzioni alle quali ci siamo rivolti).
S enza contare il fatto che ormai i nostri ragazzi stanno devolvendo interamente alla causa le loro paghette settimanali in ricariche telefoniche e fotocopie.
Per questo ci appelliamo a tutti voi, chiedendovi un piccolo grande gesto di solidarietà; diventate nostri "azionisti", almeno noi cercheremo di non fare la fine di Parmalat e Alitalia.
Non parliamo di milioni, a conti fatti basterebbero 30 mila euro per farci riprendere fiato e metterci in condizione di fissare obiettivi di medio-lungo termine.
Lo facciamo stabilendo una data simbolica: il 16 ottobre prossimo, terzo anniversario dell'omicidio Fortugno e quindi della nostra “nascita”. Se entro questa data non dovessimo riuscire a sanare ogni passivo saremo costretti a staccarci la spina da soli, archiviando prematuramente questa bellissima esperienza. Con la morte nel cuore.
Dobbiamo dimostrarci persone serie, soprattutto con chi ci guarda da sempre con ammirazione, stima ed aspettative che non meritiamo, perché, come dice spesso Monsignor Giancarlo Bregantini, <<non basta sperare, bisogna saper organizzare la speranza>> ed evidentemente noi abbiamo fallito, non riuscendo ad organizzare degnamente le speranze di tutti noi, di tutti voi.
Aldo Pecora
Rosanna Scopelliti
Coordinamento nazionale "Ammazzateci Tutti"
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Stabilisce infatti la norma richiamata che, dal 17/03/2005, "le liberalità in denaro o in natura erogate da persone fisiche o da enti soggetti all'imposta sul reddito delle società in favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale sono deducibili dal reddito complessivo del soggetto erogatore nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 euro annui".
Per usufruire di queste agevolazioni fiscali è necessario che l'offerta venga effettuata mediante sistemi di pagamento verificabili e cioè: vaglia postale - assegno - bonifico bancario - carta di credito. Occorre indicare la causale del contributo (= Donazione Autofinanziamento 2008/2009) e conservare la ricevuta di pagamento eseguito.
La ricevuta non dovrà però essere allegata alla dichiarazione dei redditi ma conservata a parte per poterla esibire nel caso che venga richiesta.
Per la "ricevuta di pagamento" si intende, ad esempio, la matrice del vaglia postale eseguito oppure la ricevuta dalla banca per un bonifico oppure l'estratto conto bancario da cui risulti l'accredito periodico in favore dell'Associazione.
PER LE IMPRESE
Per i titolari d'impresa "resta ferma la facoltà di applicare le disposizioni di cui all'art. 100, comma 2, del vigente T.U.I.R. N° 917/86" che prevedono la possibilità di dedurre fino a un massimo del 2% del reddito d'impresa.
La trasparenza si pratica, non si predica.
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Vauro voto Immigrati etc etc
No alle prostitute... ...per strada!

Leggi razziali

Voto agli immigrati?
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Alcune vignette di Vauro, uscite sul Manifesto a giugno e Luglio 2008 e che spiegano, meglio di tanti discorsi in politichese in quale stato si trova la nostra povera Italia..... |
Che meraviglia l'ultimo de-cretino fiscale!!!
Una Finanziaria fatta passare, nonostante la maggioranza preponderante, tramite un voto di fiducia... ...che effettua tagli in tutti i settori vitali della nostra povera Repubblica: 150.000 (CENTOCINQUANTAMILA) insegnati in meno nella Scuola PUBBLICA. Ricordo, di passaggio, agli smemorati che frequentano il nostro beneamato paese, che la Gran Bretagna, che secondo il credo propagandato da tutti i media e i berluscones, negli ultimi dieci anni, ha incrementato di 500.000(MEZZOMILIONE) il numero degli insegnati della Scuola PUBBLICA.
Tra le "chicche" presenti nel de-cretino la possibilità, per i medici del Servizio Sanitario Nazionale, di fare turni settimanali di 80(OTTANTA!!!!!!) ore!!! Mentre tra 2010 e 2011 saranno tagliati 5 miliardi di euro di spesa Sanitaria. Indovinate chi ci guadagnerà???????
Le ronde Padane...
Le ronde Padane…
Bisogna stacci, ma di molto attenti,
con certi personaggi verdolini…
…somigliano parecchio a Mussolini,
e a su’ gerarchi, quelli più cruenti.
Se li conosci, certo ‘un li frequenti,
che vanno a spasso spesso coi suini…
…li fanno passeggia’, que’ beduini,
dove c’è i musulmani più credenti!
Della democrazia, delle persone,
‘un è che gliene importi qualche cosa,
adorano “i danè” e ‘l fiume Po…
…girano spesso con un bel bastone,
c’hanno quella parlata velenosa,
e in certi “campi” accendono i falò!
Altri 5 anni di nani e ballerine....
L'elettorato sovrano ha deciso che l'Italia si dovrà sorbire, per i prossimi 5 anni(perchè questi non si fanno fregare dal primo Mastella che passa...) un governo dove saranno gli interessi privati del "Boss " a decidere la maggior parte degli interventi legislativi, lasciando a Bossi qualche demagocica briciola...
E anche il buon Fini dovrà aspettare che chi detiene il bastone di comando decida di passare a più alta carica istituzionale(se non arriva prima il Parkinson) per poter aspirare a contare qualcosa nel Popolo delle "Libertà".
Quelle "Libertà" che verranno declinate in meno tasse per i ricchi(SUV senza bollo e ciclisti sotto le ruote...), incremento del già insopportabile precariato, finanziamento delle scuole private, abolizione dell'ICI(almeno i Comuni l'assistenza agli anziani, gli asili nido etc etc, col cazzo che li potranno finanziare), intoccabilità delle aliquote sulle speculazioni finanziarie e chi più ne ha più ne metta!
Avremo condannati e indagati per reati vari che faranno ministri, che potranno intimidire magistrati... ...e saranno gli stessi che hanno definito "eroe" un mafioso 3(tre) volte condannato all'ergastolo!!!
I soliti mendi’anti
Aprile 2008 - La giunta fiorentina(i Fiorentini ‘un si smentiscano mai…) ha deciso che
i mendi’anti devono sta’ da parte senza intralcia’ ‘l traffi’o della gente perbene…
I soliti mendi’anti
E’ proprio vero, a questi lazzaroni,
che ‘un hanno propio voglia di fa’ niente,
speriamo che gli pigli un accidente,
che ce li levi presto da’ ‘oglioni!
E altrettanto a zingheri e barboni,
handicappati e tutta l’altra gente
che ‘un cià quattrini, sì cioè il valsente,
pe’ sta’ alla pari con i signoroni!
E ormai che so’ a mandalli l’accidenti,
sarebbe meglio ‘un tralascia’ nessuno:
l’ebrei, i negri, i gay e le metresse.
Poi l’albanesi, tutti delinquenti,
i cie’hi, i muti, i sordi, e l’importuno…
…che m’ha pestato un callo all’Ovviesse!
BOTTA e RISPOSTA tra una NOSTALGICA e il SOTTOSCRITTO...
La resa dei conti (Gatta danzante parla d’elezioni…)
Anvedi che Civetto catastrofico
che in ogni cosa pija e vede 'nguaio...
verrà er momento che pure l'operaio
farà un bumme co' quarcosa d'astronomico !
Aspetta aspetta, vedrai che l'elezioni
faranno pulizia de Prodi e compagnia !
Li spedimo a ffa' i lavavetri in Albania
e tanti saluti e carci nei cojoni.
Cianno rovinato co st'euro tritapalle,
ierimo un Paese diciamo benestante
e mo' stamo dalle stelle nelle stalle,
ma abbi fiducia, Civettone, e vedrai poi
ch'ogni italiano, donna o maschio aitante,
a braccio destro alzato urlerà ... A NOI !!!
(E io rispondo…)
Che bella prospettiva! Me' cojoni!
Da sessant'anni senza dittatore,
ci si rimette, con quest'elezioni,
tra le palle un certo qual signore...
...che ci veste d'orbace, i giorni bòni,
e ci fa lavora' per sessant'ore!
Speriamo la memoria 'un c'abbandoni,
e' te lo di'o, ma proprio di cuore!
Che quando comandava Mascellone,
ci fece fa' la guerra a mezzo mondo...
...d'Itagliani mori' mezzo milione,
e tutti l'altri li fece anda' a fondo!
Perciò mia cara quel tuo grido rozzo
speriamo bene vi rimanga in gozzo!
Il nano...
Ma quel cavaliere nano, c'ha le mire da sovrano, e se vince l'elezioni ci farà gira' i coglioni! E riporta Bossi,Fini, le veline e i ballerini, con le su' telenovelle, la su' mamma e le sorelle, i figlioli da sposare... ...ma perchè non va a c...re?
La 'uarta settimana
La ‘uarta settimana
A fa’ la spesa nel dumilaotto,
pe’ fa’ quadra’ ‘l bilancio, la mesata,
è un’impresa quasi disperata!
Ti viene voglia di butta’ di sotto
chi chiede mille euro pe’ un cappotto…
…cinqu’euro al chilo per un’insalata.
Se vòi mangia bistecca e no frittata,
e devi vince quasi un terno al lotto!
E questa ‘osa è vera, in generale,
ti salvi solo se tu se’ un marchese,
un Papa, un Berlusconi o un cardinale!
E anche le badanti, poverette,
pe’ riusci’ a arriva’ alla fine mese,
gli tocca fa’, di festa, le marchette!
Tibet e Vaticano(marzo 2008)
E caro il mi' poeta trasgressivo…
…che gran casino in salsa Tibetana!
Morti ammazzati e figli di puttana
che sparan titoloni in bel corsivo!
La 'olpa è de' cinesi! <<Sovversivo!>>
Per me so' i Tibetani! <<Carampana!>>
E ne' dialoghi spesso s'impantana
ogni ragionamento un po' obbiettivo.
Comunque ognuno cià la su' opinione,
chi dice che bisogna ragiona',
e invece chi vol la rivoluzione…
Insomma ognuno ne vole parla'…
…e c'è rimasto solo 'l papa al mondo,
a 'un di' una sega! Silenzio profondo!
BERLUSCONI CERCA IL PAREGGIO?
Leggevo proprio ieri il “manifesto”,
c’era un corsivo proprio divertente,
diceva di Silviuccio impenitente,
che stava architettando, lesto lesto,
per riusci’ ad ave’ un voto più modesto,
(neanche vòle diventà perdente,
se no gli piglia certo un accidente),
che valga pe’ un pareggio anche indigesto…
…e dopo ‘l voto fa’ il sacrificato,
e accetta’ la grande coalizione!
Un bel governo e con dentro tutti…
…con Walter, Calearo, il vecchio Amato,
con la Binetti, Bossi, Buttiglione,
la Mussolini, cani, porci e GnuttiMa che partito bello che è il PD...
10 marzo 2008
Ma che partito ganzo che è il PD!
C’è dentro un po’ di tutto, ‘un manca niente…
…padroni, operai, un nullatenente,
ma sta’ tranquillo che ‘un finisce qui!
Donne, Dipietri, tanti ex DC,
un generale e un sottotenente,
un Cococò e un vice-presidente,
Teodemme, Radi’ali, un po’ di PSI …
S’è fatto proprio ‘l pieno, per davvero!
Purtroppo ‘un ci s’è pensato prima!
Anche a ‘un vole’ esse’ troppo severo,
e a falla un po’ a cazzotto la mi’ stima…,
trent’anni fa con tutta questa gente,
facevi il pieno! (A destra, certamente…)
Elezioni 2008...
Il caro Fausto oggi si rammenta,
di tante cose belle, a profusione!
Forse perché è vicina l’elezione?
O forse la coscienza lo tormenta?
Dimmi se in quest’ anni ‘un gli s’è spenta,
la voglia di fa’ la rivoluzione!!!
Pe’ lui il Kasmimir è solo un maglione,
lo ‘ompra alla su’ moglie e s’accontenta!
Prima si ri’ordava ch’era ‘n guerra,
che quella lana grondava di sangue,
c’era chi ci moriva in quella terra,
e anche ora more, soffre e langue!
E c’ha un bel di’ che pensa a “un altro mondo”
Intanto siamo noi che si va a fondo!!!!
Elezioni 2008 - Il nuovo Partito
E ci so’ stato anch’io alla riunione..
..c’era da fa’ i nòvi dirigenti,
saremo stati po’o più di venti,
e prima s’era cento, alla sezione…
‘na volta si parlava, a profusione,
di programmi e nòvi intendimenti,
e c’era millecento documenti,
e se ne discuteva con passione.
Invece ora conta’ i posti boni,
è meglio Tizio! No nemmeno morto!
Prima parlavi di rivoluzioni…
…ora è grassa se parli d’aborto!
Anzi ‘un ti ci provà, stà boncittino,
ora se’ messa in lista la Bonino!
Addio Prodi?
E dopo che il Governo non se l'è sentita di stendersi a pelle d'orso, alle richieste del prode Mastella, lo stesso grande leader di un grandissimo partito dell'uno virgola un cazzo per cento, decreta la fine del governo Prodi!
Non è che fosse una bellezza, ma averlo dovuto sostenere, ingollando rospi di tutte le dimensioni su lavoro, regali di tasse alle imprese, rifinanziamenti di missioni di guerra etc etc, e poi vederlo sconfitto perchè non si dice totalmente d'accordo con un (ex) ministro della Giustizia(povera giustizia), che attacca quei magistrati che dovrebbe difendere... ...siamo proprio arrivati al massimo del minimo!!!!
Una strage annunciata!!!
A Torino muoiono due operai ed altri sono in gravissime condizioni nelle ex Fonderie Fiat, poi Teskid, poi Iri, ed ora ThyssenKrupp.
Un gruppo di operai che lavoravano ormai da 12 ore filate, viene investito da una cascata di fiamme per la rottura di un tubo contente olio.
Chi tenta di salvarli denuncia che tre estintori su cinque erano fuori uso.
La multinazionale aveva chiesto un impegno straordinario(4 ore in più, dopo le 8 "normali") per far fronte a picchi di produzione inaspettati.
La fabbrica, che vent'anni fa aveva 20.000 operai, ne ha oggi 200 ed è in smobilitazione, perchè prevede di traslocare la produzione a Terni. Non tralascia però di sfruttare fino all'ultimo macchinari ed operai, trattati come capi di bestiame da macello!!!
E i nostri politici si fanno le seghe mentali parlando di SICUREZZA!!!
MA QUALE SICUREZZA??? Quella dei padroncini del nord-est che hanno paura dei furti nelle loro villette? E quella degli operai che muoiono sempre più spesso per farli sempre più ricchi dove finisce??? Chi la tiene in considerazione davvero e non a chiacchiere???
Il capo di Confidustria che si lamenta sempre del costo del lavoro, delle tasse, dei "bighelloni", chieda almeno il rispetto delle norme minime di sicurezza nelle fabbriche dei suoi accoliti!!!
E smettano tutti i politici, goveranti e non, di menarcela con i discorsi sulla sicurezza!!!
La sicurezza o è di tutti o non esiste!!!
Uomini e donne non possono essere mandati al macello nel nome del profitto!
Esiste ancora una Sinistra, degna di questo nome, che se ne faccia carico?
Invece di discettare sul destino del Governo Prodi non sarebbe forse l'ora di alzarsi in piedi e di far rispettare i diritti fondamentali dei lavoratori, la vita prima di tutto?
E allora buttiamoli fuori tutti!!!!
Il consiglio dei ministri ha visto bene, sull'onda dell'"indignazione popolare", gonfiata da TV, sindaci e politici di tutte le tendenze, ad approvare un decreto in cui si dà ai prefetti il potere di espellere intere comunità di cittadini comunitari e non, purchè ci sia il rischio che turbino l'ordine pubblico...
Questo vorrà dire che il prefetto di Roma espellerà i Rumeni e/o i Rom(tanto la TV non si sforza certo di discernere tra gli uni e gli altri...) e che il prefetto di Salerno o di Bari potrà espellere la manovalanza che raccoglie pomodori, anche se fossero in regola con il permesso di soggiorno?
E sarà possibile anche che il prefetto di Pordenone, in caso di pericolo per l'ordine pubblico, dia lo sfratto ai militari americani della base di Aviano? O quelli sono extracomunitari intoccabili?
Gli stessi extracomunitari che hanno fatto precipitare una funivia facendo le acrobazie con i loro caccia, che hanno ucciso Calipari, che hanno inquinato il mare di Sardegna con i loro sottomarini nucleari!
In che squadra gioca Di Pietro?
Con la sua consueta delicatezza Tonino di Pietro ha dato, praticamente, il benservito al Governo Prodi...
In ben 7 occasioni, lo storico nemico di Berlusconi & C., ha votato insieme a.... Berlusconi & C!!!
La raffinatezza politica di quest'uomo è superba!!!
Gli fa una s... Machiavelli a lui!!!
Casini si (ri)sposa!!!
E chi se ne frega? Verrebbe da dire!!!
Senonchè il buon Ferdinando è, dice lui, Cattolico osservante...
Vi ricordate le parole che il prete sciorina all'altare?
"Ciò che Dio ha unito, l'uomo non separi!", cito a memoria...
Solo che il buon Ferdy ha pensato bene di separare quello che Dio aveva unito... ..e ora si risposa IN COMUNE!!!! Che coerenza, davvero sublime!!!!
Lungi da me impedire l'amore tra due( o più) persone!!!
Ma quando senti parlare di Famiglia, con la EFFE MAIUSCOLA, a certe persone che poi(vedi Berlusca, Fini e compagnia cantando) di famiglie come minimo ne hanno un paio, mi viene leggermente da vomitare!!!
E a quei preti che hanno negato i funerali religiosi a Welby e che negano la Comunione ai divorziati domando: E se vengono in chiesa, come credo facciano questi simpatici personaggi, gliela fate fare la santa comunione? Oppure gliela negate?
Resto, fiducioso, in attesa di una risposta!!!
morti sul lavoro...
un link MOLTO interessante:
http://video.libero.it/app/play?id=bd1b3cfbee42d47583a4827724d5fbde
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Birmania, la strage

Lavavetri - 2 la performance!!!
"La mi tolga le mani di dosso! Lei 'un ha diritto!".
"Come non ho diritto! E’ vietato…".
"Vietato cosa? Ora 'un si può più parlare con un tale in istrada?"
"Parlare… Ma lei gli ha offerto di pulirgli il vetro…".
"Icchè c’è di sbagliato? Perché, quando qualcuno le offre di venderle un telefonino in tivvù lei che fa, lo arresta?".
"Sì, ma il sindaco…".
"O guarda 'he ora il sindaco vale di più di tutta la hostituzione, della repubblica e di tutti i nostri fondatori messi insieme! Ma la mi facci ridere!".
"Signor Benigni, la prego…".
"E voi 'he ci avete da guardare tutti hosì, o grulli? Perché sono un attore? O perché invece 'un fate folla anche quando se la pigliano hon un poveraccio qualunque? 'Un siamo tutti uguali? E 'un gli è Firenze, questa? O che credete, d’essere già tutti in Alabama?".
La provocazione di Benigni si è conclusa in commissariato, dove – sempre tenendosi stretti il secchio e lo spazzolone di cui si era "armato" per la sua singolare protesta – il comico è stato infine condannato a duecento euri di multa.
"E io 'un pago! Anzi, a quel bischero d’un sindaco, gli hiedo pure i danni civili! Hosì impara!".
"Ma Benigni – gli abbiamo chiesto – c’era bisogno di tutto questo… clamore? Non poteva, chessò, andare in tv a un dibattito, sostenere normalmente le sue opinioni…".
"Certo che no! Quando i tedeschi misero la stella gialla agli ebrei, sa che fece il re e la principessa e tutta la famiglia reale di Danimarca? Se ne scesero in piazza con una bella stella gialla sul corpetto! E tutti i danesi, via: stelle gialle! Hai voglia i tedeschi a arrestarli tutti quanti! Neanche un ebreo hanno potuto pigliare!".
*****
Questa, naturalmente, non è la realtà. Il povero Benigni, che abbiamo tirato in ballo per pura simpatia, in realtà continuava tranquillamente le sue tournèe, del tutto indifferente a questa sfiorentinizzazione di Firenze. E il Magnifico Rettore, gl’intellettuali, i poeti, gli artisti, i semplici fiorentini (che, in quanto tali, a tali categorie apparterrebbero un po’ tutti)? Niente.E i communisti feroci, i livornesi, ad esempio? Dormivano pure loro, esattamente come i pisani o i lucchesi. Del resto, poche settimane fa, quando il sindaco – impietosito, o almeno colto da pudore, dalla strage di quattro zingarelli bruciati vivi – aveva sospeso non so che festa per lutto cittadino, a Livorno cuore rosso d’Italia, a Livorno “su venite compagni alla lotta”, a Livorno o non ti saltano fuori i commercianti a dichiarargli a muso duro: “Ma quali saracinesche abbassate. Ma lo sa quanto ci costerebbe?”.
L'ARTICOLO E' TRATTO DALLA CATENA DI S.LIBERO, DI RICCARDO ORIOLES:
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Lavavetri, che passione!!!
Tutti i nostri bravi politici si sbracciano e fanno a chi le spara più grosse sulla questione delle questioni: I LAVAVETRI!!!
Mi sembra di guardare il film di Benigni, Jhonny Stecchino, quando uno dei protagonisti evidenzia quale sia il problema più grande di Palermo: IL TRAFFICO!!!
E così è per la nostra povera Italietta, dove muoiono ogni giorno lavoratori giovani e vecchi, schiaciati da una pressa, bruciati dall'olio bollente, caduti da un'impalcatura, travolti da una lastra di marmo, che muoiono, restano paralizzati a vita, perdono braccia, gambe, occhi, dita...
Ma il problema che tutti devono affrontare non è questo, è quello di essere importunati al semaforo da dei poveracci che ti chiedono qualche spicciolo per poter tirare avanti la famiglia, spesso profughi da quella ex-jugoslavia che noi, da "Bravi Italiani" abbiamo contribuito a suo tempo a bombardare...
Ma i nostri sindaci, ministri etc etc etc ANDASSEROUNPOAFFANCULO?????
America, Israele, Palestina

E così continua la politica Americana verso Israele... ...la solita logica guerrafondaia che condanna la Palestina, ma anche Israele, alla guerra perpetua, al dominio di un popolo sull'altro.
Con la scusa di Hamas si arma ulteriormente una nazione che già è tra le più militarizzate del mondo.
Si vuol far credere che è più facile portare la pace con la forza delle armi invece che con il dialogo e la fiducia.
Non da oggi chi governa USA ed Israele conosce un solo linguaggio: sangue, morte, violenza, sopraffazione!
Previti go home!!! E arrjdacce li sordi!!!!
Riporto, pari pari, da Wikipedia, la voce dedicata a Cesarone:
Previti è stato condannato il 29 aprile 2003 dalla IV sezione penale del Tribunale di Milano all'interdizione perpetua dai pubblici uffici[1], pena accessoria lasciata intatta dalla sentenza d'appello e confermata in via definitiva il 4 maggio 2006 dalla VI sezione della Corte di Cassazione[2]. Poiché il deputato Previti non ha mai presentato le sue dimissioni, è compito della Camera deliberare sulla sua deposizione dalla carica di deputato. Il 29 maggio 2007 la Giunta per le Elezioni della Camera dei Deputati ha approvato la proposta di contestazione dell'elezione del deputato Previti[3]. In data 09/07/2007 la giunta per le elezioni della Camera, con il voto contrario dei rappresentanti dell'opposizione, ha approvato la proposta di decadenza che ora dovrà essere sottoposta al voto finale di Montecitorio.
Insomma, in parole povere Cesarone, da 4 anni e mezzo riceve 11.000 euro al mese di stipendio da deputato, pur essendo interdetto dai pubblici uffici.
SAREBBE MICA IL CASO CHE IL BUON CESARE RENDESSE QUESTI SOLDINI ALLA REPUBBLICA ITALIANA?
Per chi volesse cimentarsi sulla sua storia:
Bibliografia
- Elio Veltri - Marco Travaglio, L'odore dei soldi, Editori Riuniti
- Peter Gomez - Marco Travaglio, Lo chiamavano Impunità, Editori Riuniti


















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